Ciao a tutti! Oggi voglio raccontarvi del mio primo vero shock culturale in Italia: il caffè.

In Canada, la mia giornata iniziava sempre con una tappa da Tim Hortons. Per chi non lo conosce, Tim Hortons è la catena di caffè canadese — praticamente la nostra religione nazionale. Un double-double (caffè con doppia panna e doppio zucchero) in un gigantesco bicchiere di carta, magari con un Boston Cream Donut, e via a lavorare.

Poi sono arrivato in Italia.

La prima volta che ho ordinato un caffè to go in un bar a Firenze, in Toscana, il barista mi ha guardato come se gli avessi chiesto di comprarmi la Torre di Pisa. "Da portare via? Ma dove deve andare?" mi ha detto con un sorriso. Ho capito subito di essere nel posto sbagliato… o forse nel posto giusto, ma con le regole sbagliate.

Le regole non scritte del caffè italiano:

La prima volta che ho ordinato un cappuccino dopo pranzo, la cameriera mi ha chiesto tre volte se ero sicuro. "È davvero sicuro?" Pensavo stesse scherzando. Non stava scherzando.

Il mio momento di illuminazione è arrivato quando ho iniziato a capire che il bar italiano non è solo un posto dove prendere un caffè — è un hub sociale. È il luogo dove si legge il giornale, si parla di calcio, si salutano i vicini e si vive la vita quotidiana.

English Corner
  • Coffee to go = caffè da asporto
  • Double-double = caffè canadese con doppia panna e doppio zucchero
  • Hub = centro, punto di riferimento